Rivolgersi a un commercialista conviene soprattutto prima di aprire una Partita IVA. La procedura è relativamente semplice, ma le decisioni prese in questa fase, come la scelta del regime fiscale, del codice ATECO e dell’inquadramento previdenziale, possono incidere sulla gestione dell’attività per molti anni. Correggerle in un secondo momento è spesso possibile, ma quasi sempre più complesso e costoso che impostarle correttamente fin dall’inizio.
Quante partite IVA si aprono in Italia (e chi le apre)
Ogni anno centinaia di migliaia di persone avviano un’attività autonoma. Molte sono alla prima esperienza e devono prendere decisioni che influenzeranno la gestione fiscale e contributiva dell’attività.
- 500.341 Nuove aperture registrate in Italia nel 2025
- 68,5% Partite IVA aperte da persone fisiche
- 50,2% Titolari under 35
- 48,5% Regime forfettario scelto
- Settore con più aperture Attività professionali
Fonte: Dipartimento delle Finanze – Ministero dell’Economia e delle Finanze
Questi numeri mostrano una realtà precisa: oltre la metà delle nuove Partite IVA è stata aperta da contribuenti con meno di 35 anni e quasi una su due ha scelto il regime forfettario.
Questo significa che le prime decisioni non riguardano soltanto l’apertura della posizione fiscale, ma il modo in cui l’attività verrà gestita negli anni successivi.
I quattro fattori che incidono davvero sull’apertura di una partita IVA
Quattro decisioni, prese nei primi giorni, condizionano imposte, contributi e adempimenti per tutta la durata dell’attività.
| DECISIONE | PERCHÉ È IMPORTANTE |
| Regime Fiscale | Determina il sistema di tassazione, gli obblighi contabili e la gestione dell’IVA. |
| Codice ATECO | Identifica l’attività svolta e incide su alcuni aspetti fiscali, statistici e previdenziali. |
| Inquadramento Previdenziale | Stabilisce a quale ente versare i contributi e come vengono calcolati. |
| Adempimenti Iniziali | Comprendono gli obblighi necessari per operare correttamente fin dall’avvio dell’attività. |
Il regime fiscale determina quanto pagherai e come
La scelta tra regime forfettario e regime ordinario incide su tassazione, obblighi contabili e gestione dell’IVA:
- il forfettario prevede un’imposta sostitutiva e una contabilità semplificata
- l’ordinario consente di dedurre i costi effettivi ma richiede una gestione più articolata.
Non esiste un regime fiscalmente migliore in assoluto: la scelta più conveniente dipende da diversi fattori: volume di ricavi previsto, costi dell’attività, presenza di detrazioni personali, obiettivi di crescita. Pertanto va valutata prima dell’apertura piuttosto che corretta dopo.
Il codice ATECO non è un semplice codice identificativo
Il codice ATECO è il codice che identifica ufficialmente l’attività economica svolta. Serve a classificare imprese e professionisti e viene utilizzato da Agenzia delle Entrate, ISTAT, Camera di Commercio e altri enti pubblici. La sua scelta può incidere su diversi aspetti della gestione dell’attività, tra cui il coefficiente di redditività nel regime forfettario, alcuni obblighi amministrativi e l’inquadramento previdenziale.
Scegliere un codice non pienamente coerente con l’attività svolta può rendere necessarie successive variazioni o richiedere adeguamenti nel corso del tempo.
Anche la previdenza va valutata prima dell’apertura
A seconda dell’attività svolta, i contributi si versano alla Gestione Separata INPS, alla Gestione Artigiani e Commercianti oppure a una Cassa professionale dedicata. Ogni sistema prevede modalità di calcolo differenti con un impatto diretto significativo sul costo complessivo dell’attività.
Conoscere in anticipo il peso della contribuzione aiuta a pianificare correttamente il proprio budget e a evitare sorprese nei primi anni di attività.
Gli adempimenti iniziano dal primo giorno
Fatturazione elettronica, PEC, scadenze fiscali e previdenziali, e in alcuni casi l’iscrizione al Registro delle Imprese: sono tutti obblighi che partono dall’apertura, non da fine anno.
Organizzarli da subito riduce il rischio di dimenticanze o irregolarità.

Quando conviene rivolgersi a un commercialista per aprire una partita IVA
Esistono situazioni in cui aprire autonomamente una Partita IVA può essere sufficiente e altre in cui una consulenza preventiva permette di evitare errori che possono incidere sulla gestione dell’attività per anni.
Ecco i casi in cui il supporto di un commercialista può fare realmente la differenza.
Hai dubbi sul regime fiscale
Se non è chiaro quale regime sia più adatto alla tua situazione, oppure prevedi una rapida crescita del fatturato, una valutazione preventiva è preferibile a una scelta basata su esempi trovati online o su esperienze raccontate da altri professionisti: una soluzione conveniente per un contribuente può non esserlo per un altro.
La tua attività non è facilmente inquadrabile
Non sempre individuare il codice ATECO corretto è immediato. Capita quando si svolgono attività diverse tra loro o si offrono servizi innovativi senza una classificazione intuitiva. Una scelta accurata fin dall’inizio evita modifiche successive o dubbi interpretativi.
Prevedi di lavorare con clienti o fornitori esteri
Le operazioni con soggetti esteri comportano obblighi fiscali e amministrativi diversi rispetto all’attività sul solo mercato italiano, da impostare correttamente fin dall’apertura.
Vuoi sapere quanto pagherai davvero
Una delle domande più frequenti di chi apre una Partita IVA riguarda il costo complessivo dell’attività.
Oltre alle imposte, infatti, occorre considerare
- i contributi previdenziali
- gli eventuali costi amministrativi
- e gli obblighi che accompagneranno l’attività durante l’anno.
Una simulazione preventiva aiuta a pianificare il flusso di cassa prima che arrivino le prime scadenze.
Stai avviando un progetto destinato a crescere
Quando l’obiettivo è sviluppare un’attività nel tempo, le scelte iniziali assumono un peso ancora maggiore. L’eventuale ingresso di soci, l’assunzione di collaboratori, la trasformazione in società o l’accesso allo status di start-up innovativa sono scenari che possono richiedere valutazioni ulteriori già nella fase di avvio.
Per chi valuta anche la costituzione di una società, oppure sta considerando l’inquadramento come start-up innovativa, la scelta iniziale coinvolge aspetti ancora più articolati, ed è possibile avere bisogno anche di una consulenza specifica.
In che modo un commercialista può aiutarti prima dell’apertura
Il supporto di un commercialista non si limita all’apertura della Partita IVA. Il percorso parte dall’analisi dell’attività e prosegue fino all’impostazione della gestione fiscale e amministrativa.
- Analisi del progetto/fattibilità
Tipo di attività, fatturato previsto, eventuali collaboratori, obiettivi di crescita: un’analisi iniziale definisce il quadro su cui costruire le scelte successive. - Confronto tra le opzioni disponibili
Regime fiscale, codice ATECO e inquadramento previdenziale vengono valutati insieme, non separatamente, perché ogni scelta incide sulle altre. - Simulazione del carico fiscale e contributivo
Una stima numerica di imposte e contributi attesi permette di pianificare la gestione finanziaria prima che arrivino le prime scadenze. - Apertura e impostazione degli adempimenti
Una volta scelto l’assetto, si procede con l’apertura della posizione fiscale e previdenziale e con l’impostazione degli strumenti per la gestione ordinaria: fatturazione elettronica, scadenzario, conservazione documentale.
Hai già una Partita IVA attiva?
Con la crescita dell’attività possono cambiare anche le esigenze fiscali e organizzative.
Una consulenza fiscale e tributaria può aiutarti a verificare che il regime e l’impostazione adottati all’inizio siano ancora in linea con le tue esigenze.
Le domande più frequenti sull’apertura della partita IVA
Posso aprire la partita IVA da solo, senza rivolgermi al commercialista?
Sì, la procedura è accessibile autonomamente tramite i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate. La difficoltà, nella maggior parte dei casi, non riguarda però la compilazione della pratica, ma la scelta del regime fiscale, del codice ATECO e dell’inquadramento previdenziale.
Quanto costa farsi seguire da un commercialista per l’apertura della partita IVA?
Il costo varia in base alla complessità della situazione e ai servizi inclusi (solo apertura, oppure apertura più gestione contabile continuativa). Conviene sempre chiedere un preventivo chiaro prima di procedere.
Posso cambiare regime fiscale dopo aver aperto la partita IVA?
In alcuni casi sì, ma con vincoli e tempistiche specifiche che dipendono dal regime di partenza e da quello di arrivo. Per questo motivo è preferibile valutare attentamente il regime fiscale prima dell’apertura, così da ridurre la necessità di successive modifiche.
Quanto tempo serve per aprire una partita IVA?
Dal punto di vista operativo l’apertura richiede tempi molto brevi. Prima di presentare la domanda è però consigliabile dedicare il tempo necessario alla valutazione degli aspetti fiscali e contributivi, perché le decisioni prese in questa fase influenzeranno la gestione dell’attività negli anni successivi.
Posso cambiare codice ATECO dopo aver aperto la Partita IVA?
Sì. Se l’attività cambia nel tempo oppure il codice ATECO scelto inizialmente non rappresenta più in modo corretto quella effettivamente svolta, è possibile comunicarne la variazione agli enti competenti. Prima di procedere è però consigliabile valutarne gli effetti, perché il nuovo codice può influire sugli obblighi amministrativi, sull’inquadramento previdenziale e, nel regime forfettario, anche sul coefficiente di redditività applicabile.
Vuoi aprire la partita IVA con la scelta giusta fin dall’inizio?
Aprire una Partita IVA richiede tecnicamente pochi minuti. Scegliere come aprirla fa la differenza per gli anni successivi. Se vuoi valutare il regime fiscale, il codice ATECO e l’inquadramento più adatti alla tua attività, lo Studio Commercialisti Associati Battaglia può aiutarti a impostare la tua posizione fiscale con una consulenza preventiva.

